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I DISCHI PUBBLICATI DI ARTISTI STRANIERI
(Catalogo fino al 1982)
Tuxedomoon-Desire
Throbbing Gristle-D.o.A.
Throbbing Gristle-20 Jazz Funk Greats
Clock DVA-Thirst
Bauhaus-In the flat field
Modern Englesh-Mesh & lace
DNA-A taste of DNA
Love of life Orchestra-Casino
The birthday party-Prayers on fire
X-Los angeles
Germs-Gi
Thomas Leer & Robert Rental-The Bridge
Chrome-Half machine lip moves
The Del-Byzanteens-Del-Byzanteens
Bauhaus-Telegram Sam
Chrome-Alien Soundtracks
Bauhaus-Mask
The Lounge Lizards-The Lounge Lizards
X-Wild gift
Germs-What we do is secret
AA.VV-The decline of western civilization
The Flesh Easters-A minute to pray, a second to die
Throbbing Gristle-Rafters
Clock DVA-White Souls in black suits
The Flesh Eaters-Forever come today
The Gun Club-Fire of Love
Tuxedomoon-Scream with a view
Modern English-After the snow
The Del Byzanteens-Lies to live by
Bauhaus-Kick in the eye
Fear-The Record
Misfits-Walk among us
Lydia Lunch-13.13
The Birthday Party-Junkyard
Ludus-Riding the rag
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ITALIAN RECORDS PER UN ROCK NAZIONALE
(agosto ’80)
Italian Records è un drink tricolore da sorbirsi alla salute del movimento new wave cresciuto e sviluppatosi tra i confini nazionali con ben distinte energie e tensioni. Questi vengono da Bologna che è stata la culla delle nuove generazioni di musicisti imparentati con la diversità, con la saporita vena di follia, con il gradevole gusto dell’improvvisazione e della sorpresa, gettate in un calderone dove nel giro di un paio d’anni si sono affinate, evolute e affermate le qualità più strettamente musicali e tecniche, frutto di lunghi e duri tirocinii tra cantine, garages, teatrini e una montagna di indifferenza mista a perplessità. La piccola label bolognese della Italian Records, sita in via S.Isaia, 49, si è distinta per un lavoro e meno avventurista di altre etichette cosidette specializzate, rapide e zelanti solo nel cavalcare la tigre della novità, nel rapire e tentare una comcentrazione del neonato movimento urbano.
I sei 45 pubblicati e i quattro album che dall’inizio dell’anno si sono diffusi e sono penetrati grazie alle radio e alla stampa sul mercato, hanno una linea concettuale comune che sembra rifiutare a priori la demenza di grana grossa, lo slogan e le boutades fini a se stesse, per scegliere una via magari impopolare ma di sagacia e di intelligenza: sembrerebbe addiruttura che alcuni di quei dischetti vogliano allinearsi a certe tendenze elettronico-computerizzate di case madri per lo più inglesi, leader assolute nel settore dell’invenzione spicciola e della trovatina spiritosa ‘usa e getta’.
All’analisi della materia scuote ad esempio la carica anfetaminica e leggermente inconsulta dei Gaznevada, una specie di shock, incuriosisce ed alletta la dinamica dello Stupid Set che rivede e corregge un classico come ‘Hello I love You’ dei Doors e commenta tra incubi sintetizzati la possibile musica degli anni ’80, mentre il redivivo Massimo Villa, acuto osservatore e critico dei….
Degli altri si ammira la diabolica verve dei Confusional Quartet che diverte e sollecita la fantasia per rintracciare i resti di una ‘Volare’ completamente stravolta; gli Art Fleury di Brescia, sono raffinati e signorili, agghindati e vaporosi, solo a tratti eccessivamente ermetici e nelle pretese autarchici, mentre i Luti Chroma provano a spupazzarsi una nuova innocua versione della ‘bambolina’, già innalzata nelle….
Tra gli Lp da segnalare una più lunga e fervida digerssione dei Confusional Quartet, un’intricata prova degli Art Fleury, che comunque si sentono a proprio agio nella giungla degli strumenti accavallati o nelle radure di avvicinamento al silenzio, un solido passaggio di blues elettroacustico con il gruppo dell’armonicista Andy J. Forest, l’unico prodotto a differenziarsi e a ricollegarsi a qualcosa di comune e facente parte dell’onda normalizzatrice. Vera ghiottoneia (si fa per dire) destinata a collezionisti e a feticisti è un album di tentativi degli Skiantos, composto di inediti, apparteneti al periodo pre-industriale, intitolato con chissà quanta dose di realismo, Inascoltable.
Bravi compatrioti, il rock si fa anche così: avete seppellito i pur giovani eroi della musica comunemente prodotta e sperate nell’eversione dei moduli correnti. Magari ci riuscirete, da Bologna, ostentando incredibilmente il simbolo del tricolore, della bandiera della nazione, presente come marchio su tutti i dischi.
Enzo Gentile (Discoteca HI-Fi)
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LE ETICHETTE DISTRIBUITE
(1980-85)
Industrial Records
4AD
Beggars Banquet
Fetish Records
Slash Records
Ruby Records
Siren Records
EG Records
Joe Boy Productions
Don't fall off the Mountain
American Clavè
Italian Records from the world
Italian Records
Italian Records Service!
Mmmhhh Records
Nice Label
Harpo's Music
Demo City
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THE DECLINE...OF WESTERN CIVILIZATION
Black Flag, Germs, X, Fear, Circle Jerks...
(1982) LP EX 21
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