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L'INGANNO

Opera buffa in un atto unico

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| 16 aprile 2026
Concert | pages

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Sottotitolo

Opera buffa in un atto unico

Descrizione

“L’Inganno” è un dramma satirico di Tiziano Popoli liberamente ispirato a “El Güegüense”, prima opera letteraria del Nicaragua post-colombiano. È considerata una delle espressioni più distintive dell’era coloniale dell’America Latina e il capolavoro folcloristico del Nicaragua. Nel 2005 è stato iscritto dall’UNESCO nella lista di opere rappresentative del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Al centro de “L’Inganno” c’è l’archetipo della resistenza creativa: il protagonista sfida l’autorità coloniale non con la forza, ma con l’astuzia, l’ironia e il doppio senso, fingendo una sottomissione che è, in realtà, una beffa. Questa dinamica richiama le gesta dei gemelli divini del Popol Vuh, capaci di sconfiggere i signori dell’oltretomba con l’ingegno e la magia, elevando l’intelligenza a strumento di liberazione. Oggi, questo testo emerge come un potente simbolo di empowerment culturale contro l’omologazione globale. Ci insegna che l’arguzia e la padronanza del linguaggio sono vere e proprie armi di sopravvivenza sociale, capaci di riscattare un’identità meticcia che rifiuta di piegarsi a sistemi oppressivi. È lo stesso spirito che animava il teatro di Dario Fo: come il giullare del premio Nobel italiano usava il grammelot e la satira per sbeffeggiare il potere, così il Güegüense usa il suo dialetto misto per scardinare la logica del dominatore. Più che un semplice frammento di folklore, l’opera è un manuale operativo di resistenza non violenta: una testimonianza attualissima di come le persone comuni riescano a colmare il divario tra la propria realtà quotidiana e il potere imposto dall’alto, trasformando la parola in uno scudo e il riso in un atto di ribellione. Questa versione del Güegüense, sospesa tra il canto lirico del potere e la voce pop della strada, è la sintesi della resistenza moderna: un inganno che si fa arte per sopravvivere.

Anno

16 aprile 2026

Curatori

Musica di Tiziano Popoli Testo di Renato Billi A cura di Oderso Rubini

IMMAGINI

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