Il Museo del disco d’epoca nasce nel 1995 grazie alla straordinaria passione di Roberto Parenti, che, dopo un corposo lavoro di studio e catalogazione di tutto il materiale discografico raccolto nel corso degli anni, riesce a dare una forma ordinata e coerente a quella sua personale collezione. Allestito inizialmente in un garage mostra immediatamente un carattere originale differenziandosi dalle altre collezioni che di norma hanno un topic ben preciso (fonografi, grammofoni, selezionatissime discografie, radio,etc) esponendo oggetti di natura diversa ma capaci comunque di raccontare la storia della musica incisa o trascritta. Tanto è il materiale gestito dal museo messo a disposizione gratuitamente del pubblico per studio, consultazione o semplice curiosità: una discoteca che al momento conta circa 65.000 documenti sonori, ma in continua espansione, che comprende tutta l’evoluzione tecnologica dell’incisione sonora, dai primi cilindri in cera alle emissioni più moderne (vinili, sacd,dvd audio,etc); centinaia di oggetti culto legati alla cultura musicale contemporanea; migliaia di oggetti cartacei (libretti d’opera, spartiti musicali, foto autografe, manifesti pubblicitari, etc); decine di apparecchi meccanici ed elettronici per la riproduzione musicale; e tanto, tanto altro.